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Tomosintesi, l’ evoluzione della mammografia 3D. Ecco come funziona

Si chiama Tomosintesi Mammaria l’apparecchiatura  per la prevenzione deltumore al seno Leggi.tomosintesi

E’ una mammografia digitale di ultima generazione che sarà utilizzata nell’ambito dello screening della mammella nelle donne tra i 50 e i 69 anni di età,ma anche per l’approfondimento diagnostico, come esame di II livello, in casi sospetti.

Che cos’ è la Tomosintesi?

E’ una vera e propria “rivoluzione” nella diagnosi del tumore al seno; il vantaggio consiste nella possibilità di valutare la mammella in 3D, in strati da 1 millimetro: ciò offre la possibilità di individuare, precocemente,  piccole anomalie della mammella e lesioni mascherate da aree ad alta densità radiologica nei seni a componente prevalentemente fibro-ghiandolare. Le modalità di esecuzione di questa metodica  sono simili alla normale mammografia digitale, garantendo tempi di esposizione molto brevi e dosi di radiazioni assorbite ridotte.

 

Qual è la differenza tra la Mammografia standard e la Tomosintesi?

La Mammografia digitale standard rimane l’esame fondamentale nella diagnosi del tumore al seno, ma conserva il limite di rappresentare il volume corporeo su un piano bidimensionale (2D), mentre la Tomosintesi offre la possibilità di studiare la mammella anche nella terza dimensione (la profondità) evitando così la sovrapposizione delle strutture; infatti spesso alcune lesioni si “nascondono” dietro il normale tessuto ghiandolare e diventano visibili solo quando raggiungono dimensioni decisamente maggiori.

Con la tomosintesi  infatti,  è possibile individuare più facilmente lesioni come masse microcalcificazioni, rispetto alla normale mammografia, perché questo macchinario divide la mammella in diverse sezioni che poi vengono sovrapposte e rende dunque più facile l’identificazione delle lesioni e l’analisi morfologica delle stesse.

 

Quando si deve eseguire la Tomosintesi? 

Grazie all’elevata specificità diagnostica, questa metodica  deve essere eseguita a supporto degli esami diagnostici standard, quando ad esempio, la Mammografia o l’Ecografia mammaria non siano state conclusive e non diano chiare risposte a fronte, per esempio, di dubbi circa lesioni molto piccole.

E’ particolarmente indicata  per la diagnosi nelle donne con un seno più “denso” (le più giovani), ma anche per le pazienti già operate e per quelle ad alto rischio.

Anche in letteratura è ormai accertato che tra i casi non evidenziabili dall’indagine mammografica tradizionale, la Tomosintesi riesce a riscontrare un 30% circa di lesioni che altrimenti rimarrebbero nascoste.

 

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Author: notiziautile

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