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Tecnica Montessori per canalizzare la rabbia e il nervosismo dei bambini

La pedagogia Montessori è sempre stata tanto ammirata, ed è essere un punto di vista interessante da utilizzare non solo nelle aule, ma anche a livello familiare.. Leggimontessori

Non è sempre facile capire e canalizzare quei raptus di rabbia che  i bambini sono soliti avere, specialmente nelle età dove l’attività di apprendimento e di prima cognizione dell’ambiente circostante è altissimo.

A tal proposito, Maria Montessori ci ha lasciato dei concetti utilissimi che riguardano i“periodi di sensibilità”, che vanno  da quando nascono fino ai 6 anni.

Questi periodi attraversano ciò che si conosce come“finestre di opportunità”.

Si tratta di periodi massimi in cui hanno l’estrema abilità del comprendere, acquisire competenze e abilità, per questo suscettibili ad attacchi di rabbia.
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Quale periodo migliore per insegnare loro a canalizzare e a comprendere il complesso mondo delle emozioni che, a volte, li fa scoppiare in lacrime o in comportamenti nervosi?

Ecco qualche semplice strategia per riuscirci.

Come canalizzare gli attacchi di rabbia  dei bambini

Nelle scuole, si cerca  di favorire  l’autonomia del bambino  e  il responsabile apprendimento, che riesce a raggiungere grazie alla curiosità tipica della sua età e all’interazione con tutto ciò che gli viene fornito dall’ambiente che lo circonda.

 IN CHE MODO ADOTTARE LA TECNICA MONTESSORI NEL CONTESTO FAMILIARE?

Prima di tutto Il genitore deve accettare le emozioni negative dei figli ma non i comportamenti, aiutandoli all’allenamento emotivo attraverso un processo d’immedesimazione con gli stessi.

L’empatia sta nella capacità del genitore allenatore e moderatore di mettersi nei panni del figlio, riuscendo a gestire  i momenti di crisi con maggior pazienza, accettando e ascoltando tutti i sentimenti del figlio anche rabbia, tristezza, paura, senza minimizzare, sottovalutare o deridere queste emozioni.

Teoricamente , quanto appena descritto può sembrare un concetto banale ma non nell’applicazione pratica.

Tutti i genitori utilizzano questo approccio?

Di seguito descriviamo i concetti  derivanti tal metodo Montessori.

AGIRE IN 5 PASSI

 

1) Prima di tutto cercate di capire se dietro il comportamento sbagliato di un bambino c’è un disagio, come una gelosia tra fratelli, un inserimento a scuola difficile, difficoltà nei propri piccoli doveri quotidiani. Gli stress e gli impegni della vita adulta, spesso tendono a percepire i disagi dei più piccoli come  sciocchezze risolvibili semplicemente in modo autonomo con il passare del tempo, ma, contrariamente a quanto si pensi, la risoluzione immediata nel problema sta nel capire la fonte dello stesso, agendo DA SUBITO di conseguenza.

2) Considerate il momento di crisi di vostro figlio come una buona occasione per allenarlo emotivamente 
Quando vostro figlio scoppia in lacrime, oppure è rabbioso o noioso, anziché innervosirvi e farvi travolgere da emozioni negative, reagendo nevrotica-mente state tranquilli e pensate a questo momento come una grande occasione per l’allenamento emotivo di cui parlavamo. I bambini hanno bisogno di sentirsi compresi e di imparare a capire quello che provano sentendoselo dire dai genitori .

3) Ascoltate i sentimenti di vostro figlio senza giudicare né dare soluzioni
Quando siete ben consapevoli che il momento di crisi di vostro figlio è un’opportunità per insegnare e risolvere i problemi allora siete pronti per la fase più importante: l’ascolto empatico.

Sedetevi alla sua altezza, parlate in modo rilassato, dedicate del tempo, ritornate alla sua età, dimostrate di capire quello che prova ed evitate critiche. La cosa più importante in questa fase è riconoscere il sentimento dei figli . Non date soluzioni perché  al bambino non interessano, ascoltate.

4) Aiutare il bambino a trovare le parole per definire le emozioni che prova

Una fase importante dell’allenamento emotivo, consiste nell’aiutare i bambini a dare un nome alle emozioni che stanno provando. La tristezza, la noia, il nervosismo a questo punto prenderanno un volto e si getteranno le prima fondamenta per saperle gestire. Il bambino così non solo si sente compreso, ma ora ha anche una parola per definire il suo stato d’animo”

5) Porre dei limiti ai comportamenti sbagliati e aiutare il bambino a trovare da solo la soluzione al problema, come ultima azione, o dovete fargli capire che se anche il sentimento e l’emozione negativa sono comprensibili,  certi comportamenti sono inaccettabili.

E’ infatti compito dei genitori porre dei limiti a capricci e comportamenti sbagliati o pericolosi, insegnando loro che è in un determinato avvenimento quella determinata reazione non è conveniente per loro stessi, qualcosa da eliminare durante il loro processo di evoluzione.

Una volta che avete fermato le urla e i pianti del bambino, dovete aiutarlo a risolvere il problema.

 

 

 

 

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Author: notiziautile

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