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Rinnovabili: nel 2015 record storico degli investimenti globali. E in Italia?

Rinnovabili: nel 2015 record storico degli investimenti globali. E in Italia?investimenti

Il “World Energy Investment 2016” (Wei 2016), nuovo rapporto dell’International energy agency (Iea), dimostra che l’industria elettrica sta guidando un ampio ri-orientamento degli investimenti nel settore energetico, ma avverte che bisogna fare  di più per raggiungere gli obiettivi climatici e affrontare i problemi della sicurezza energetica.

Il rapporto Iea, un’analisi dettagliata degli investimenti nel sistema energetico mondiale, sottolinea che  «gli investimenti globali sull’energia sono scesi dell’8% nel 2015», con un calo nel petrolio e nel gas, mentre continuano robusti  investimenti nelle energie rinnovabili, nelle reti elettriche e nell’efficienza energetica.

I grandi progetti finanziati nel 2015

I maggiori progetti finanziati nel settore del vento comprendono parchi eolici offshore nel Mare del Nord e al largo delle coste della Cina. Tra questi, spiccano la Race Bank Wind Farm da 580MW e l’impianto Galloper  da 336MW, entrambi nelle acque del Regno Unito. I costi stimati sono pari, rispettivamente, a 2,9 e 2,3 miliardi di dollari. Subito dopo vengono la fattoria eolica tedesca Veja Mate, da 402MW e 2,1 miliardi, e due impianti cinesi da 300 MW e 850 milioni.

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Quali Paesi tenere d’occhio nei prossimi anni?

Messico, Cile, Sudafrica e Marocco sono nazioni in cui il boom delle rinnovabili lascia presagire un forte sviluppo nei prossimi anni. Il primo ha visto salire gli investimenti del 114% (4,2 miliardi), il secondo del 157% (3,5 miliardi), il terzo del 329% (4,5 miliardi). Per quanto riguarda il Marocco, ha investito 2 miliardi nel 2015 da quasi zero nel 2014.

Africa e Medio Oriente sono due regioni con grande potenziale per l’energia pulita, secondo Bloomberg: le loro popolazioni sono in crescita, sole e vento abbondano e, in molti Paesi africani, vi è un basso tasso di accesso all’elettricità.

E L’italia

In  l’Italia abbiamo 50,3 gigawatt di potenza installata per fare elettricità; un terzo è costituito da centrali idroelettriche (il 90% c’era già prima del 2008), un terzo di solare, un terzo suddiviso fra eolico, biomasse e geotermia. Sono valori di eccellenza a livello mondiale, ma sono il risultato del passato perché, rispetto al 2014, lo scorso anno registriamo un calo produttivo del 9,6%. L’andamento è preoccupante ed è confermato dai dati dei primi quattro mesi del 2016 che indicano unulteriore calo del 6,5% della produzione di energia da fonti rinnovabili; calo determinato da una diminuzione del 12,3% della produzione da idrico e da una flessione del 13,7% della produzione da fotovoltaico, mitigata dalla produzione da eolico, in salita del 10,3%. Per il solare si tratta della prima flessione di produzione, sinora era sempre stato in crescita e ciò deve suonare come un campanello di allarme.

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Author: notiziautile

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