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KANDAPARA: il bordello bengalese delle prostitute bambine (FOTO)

KANDAPARA. NESSUNO PARLA DI QUESTE RAGAZZINE, hanno già il viso segnato e lo sguardo assente, questo è quello che accade a ..kandapara

Molte donne sono nate proprio lì dentro, nel bordello Kandapara nel distretto di Tangail in Bangladesh, uno dei pochi paesi musulmani dove la prostituzione è legale.

Una fabbrica del sesso che “impiega” più di 700 donne, la più antica del paese. Da oltre 200 anni qui, si prostituiscono ragazze giovanissime che vengono sfruttate già al compimento del 12esimo anno d’età.

Fanciulle di undici-dodici anni vittime di stupri quotidiani. Ragazzine che ogni giorno si accoppiano con cinque-sei uomini diversi per qualche soldo da portare a casa, a sostegno del magro bilancio familiare. Incessante, inoltre, l’attività dei bordelli legalmente autorizzati della città di Faridpur (due ore di macchina a sud-est della capitale) dove un migliaio di prostitute è al lavoro sette giorni la settimana, senza tregua. Così come avviene nell’isola di Bani Shanta, interamente popolata dalle «sex workers», le così dette «operaie del sesso», che alleviano la solitudine di turisti, marinai, scaricatori di porto e miriadi di sfaticati di ogni genere. In realtà, i dati delle statistiche sulla prostituzione – che sembra essere la maggiore «industria» del Paese – vanno continuamente aggiornati: e non dev’essere stata poca la sorpresa – anzi, lo stupore – per i forestieri di passaggio quando, tempo fa, appresero dai giornali che il flusso dell’acqua nelle fogne era stato inesorabilmente bloccato da una «barriera di preservativi».prostitute_kandapara2Nel 2014, il bordello Kandapara era stato demolito, ma con l’aiuto delle ong locali è stato rimesso in piedi. In Bangladesh prostituirsi è un lavoro come un altro e la maggior parte degli uomini è convinta che le donne non vogliano fare qualcosa di diverso.prostitute_kandapara4A  Kandapara tutti sanno che ci sono delle regole da seguire e le gerarchie del potere sono diverse da quelle della vita fuori da queste mura. Le ragazze hanno di solito 12 o 14 anni, sono spesso vendute dalle proprie famiglie poverissime e diventano di proprietà della madama.

Non esistono diritti, solo doveri. La maggior parte, all’inizio, si prostituisce per pagare i debiti, nel giro di due anni però entra in un giro senza via d’uscita. Perché in teoria, una volta restituito tutto il denaro, queste donne sono libere di andarsene ma preferiscono restare. La società le rifiuta, sono stigmatizzate, tagliate fuori, trovare un altro lavoro è impossibile e loro devono continuare in qualche modo a mantenere economicamente le loro famiglie.prostitute_kandapara7

Alcune entrano a Kandapara per fuggire al controllo del marito, altre, pur essendo sposate, hanno bisogno di denaro e qui trovano un folto numero di uomini pronto a pagare per il sesso. Ma ci sono anche le eccezioni. Chi, per esempio, vuole bere solo un tè, dell’alcol o semplicemente tenere la mano di una giovane ragazza, cose apparentemente normali per la cultura occidentale, ma vietate in quella bengalese.
All’interno di Kandapara le donne non possono portare l’hijab. Il paradosso sta nel fatto che lo indossano fuori, dove il velo diventa il simbolo di un diritto negato, il diritto a una vita dignitosa.

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Author: notiziautile

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